Amore per se stessi, Amore per il coniuge, Amore per i figli ecc.
Oggi la nostra Società impone dei ritmi serrati, studio, lavoro,
famiglia, amici , si corre, si corre e poi… abbiamo spesso un senso di
frustrazione, quasi di condanna a fare, a vestire, a parlare, a muoverci
come fanno in tanti, forse senza accorgerci che così facendo siamo
spersonalizzati, non abbiamo una nostra posizione, non riusciamo a
fermarci e poi…e poi un senso di delusione, non appagamento delle cose
che si sono costruite, senso di stanchezza, allontanamento dalla vita
vissuta, legami fragili che spesso si spezzano senza un perché. Mancanza
di un collante, di un qualcosa che nel tempo si è perso , difficoltà a
riannodare i fili, scarsa voglia di farlo, cambiare, rinnovare esile
surrogato di vita, non è che cambiando il mondo che ci circonda,
marito/moglie, lavoro, amici possa cambiare qualcosa . Anzi può solo
essere una sommatoria di errori, una fiamma che è destinata a spegnersi
con i primi ostacoli o ricordi di quello che si è vissuti prima e sono
ridondanti dopo.
Se è vero come è vero che la Storia passata deve in qualcosa essere di
monito per non sbagliare in futuro, ben venga lo studio del passato, fatto
con curiosità, voglia di apprendere.
Oggi più che mai, abbiamo bisogno di riprendere le redini della nostra
vita, dei nostri affetti, dei nostri hobby, coltivare quello che abbiamo,
riservando uno spazio a fare delle cose che possono piacere agli altri e
far sentire in questo modo con un linguaggio non verbale la nostra
vicinanza, la nostra presenza anche se si è presi da mille altre cose.
Non sto parlando del mondo affettivo che è un qualcosa di intimo, frutto
di affinità che non seguono nessuna logica se non quella del cuore o
dell’aspetto esteriore o dell’apparenza o della sostanza, non è il
mio campo e quindi non entro in merito lasciando ad ognuno di sbagliare o
di aver fortuna.
Quale dei nostri aspetti secondo voi può rispondere nel modo migliore per
far conoscere agli altri che li vogliamo bene se non facendo qualcosa per
loro come cucinare. Si cucinare, oggi si sta perdendo il gusto di
cucinare, i giovani sono attratti dal mordi e fuggi, non si soffermano a
pensare a cosa introducono nello stomaco, siamo passati all’era della
non cucina solo perché e tempo perso e fonte di ulteriore lavoro.
Tempo perso, non è così.
Uno studioso come Massimo Montanari afferma: …l’uomo mangia quel che
è…, oggi che mangiamo, cosa inseriamo nello stomaco se non cibi pronti
all’uso, congelati, surgelati, frutto di una tecnologia
all’avanguardia che ci toglie quella scocciatura di preparare, di
assaggiare, di gustare e poi…il ricordo di quella o di quell’altra
pietanza che in quella occasione abbiamo gustato. Chi di noi non ricorda
un pietanza che la nonna o la mamma preparava per la domenica o in un
occasione particolare.
Oggi cosa dovrebbero ricordare i nostri figli, come si accende un
congelatore, come si prepara una scodella in alluminio e si riscalda in un
forno a microonde.
Allora più di mille anni fa, il cibo era tutto, era scarso e serviva per
curare il corpo oltre allo scopo di sostenere le persone. Quello che era
presente in natura, veniva utilizzato in tanti modi e secondo il credo di
allora il nostro corpo era dominato da fluidi che variavano la loro
consistenza a seconda delle persone. Era una credenza che si basava
sull’equilibrio di questi fluidi, equilibri che potevano squilibrarsi
nel momento che si eccedeva in alcune sostanze che si ingerivano o
venivano a mancare l’equilibrio nel momento che non erano presenti delle
sostanze nella dieta alimentare.
Grande
importanza aveva nel Medioevo l'essiccazione dei cibi. Era questo
l'unico modo per conservare a lungo cibi altrimenti deperibili in
breve tempo (il frigorifero sarà inventato molti secoli dopo), e
garantire, cosa altrettanto importante, una discreta disponibilità
di viveri durante tutto l'arco dell'anno, in particolare nei mesi di
magra, cioè quelli invernali. Le spezie avevano anche la funzione
di antisettici e conservanti naturali e venivano dunque usate
durante...
Araldo organizza:
“Matrimonio nel Medioevo”
“La
rievocazione del Matrimonio
nel Basso e nell'Alto
Medioevo”.
"Fin
dall’antichità il rito del matrimonio è stato considerato una
componente fondamentale del vivere sociale e per questo motivo veniva
riservata tanta cura alla preparazione di tutto ciò che sarebbe
servito a sostenere la nascita di una nuova famiglia, considerata
importante per consolidare il tessuto sociale della comunità e
garantirne la sua crescita. Oggi purtroppo il matrimonio ha perso un
pò del suo valore simbolico e tende più a somigliare ad una
rappresentazione teatrale dove ogni attore ha il suo ruolo ben
preciso, dove lo scenografo dà il meglio di sé e tutto appare
meraviglioso ed irreale. Il vero significato del matrimonio è l’unione
di corpo e anima tra due persone che hanno in comune un progetto di
vita, consapevoli delle difficoltà che incontreranno e pronti a
sostenersi a vicenda quando il carico di responsabilità sarà pesante,
per l’una e per l’altro. Ci si sposa anche molto meno che in passato,
forse perché si preferisce convivere o perché convolare a nozze costa
veramente troppo. I tempi cambiano ma il fascino del passato ha
catturato la nostra attenzione e ci è piaciuto tanto sbirciare in esso
e scoprire usi e tradizioni che stanno lentamente scomparendo, legati
al giorno del matrimonio ma anche ai preparativi del rito e della
festa che coinvolgevano intere famiglie per giorni e giorni.
Un giorno pieno di
gioia e di … fiori
L’usanza di
ornare la sposa con i fiori è antichissima e nasce nel mondo arabo.
Qui la donna che doveva sposarsi veniva ornata, il giorno delle nozze,
con i fiori d’arancio, bianchi e delicati, simbolo di fertilità.
L’usanza è nata come augurio, o meglio come auspicio, per la sposa, di
avere una prole numerosa. In Italia questa tradizione giunse fra il
VII e IX secolo, durante l’invasione della Sicilia da parte dei Mori."
Confido molto nel Vostro aiuto, tramite il passaparola, per far
conoscere questo evento.
Chi
dovesse decidere di partecipare al Convivio, si prepari a venire in
costume (gli uomini in calzamaglia di vario colore con camicia bianca
e le donne in abito di vario colore in stile medievale).
Le
due figure principali (gli sposi) saranno scelti fra chi si candiderà
tramite facebook collegandosi alla mia pagina su – araldo gennaro - .
Il tempo non torna indietro… ma se ne può riscoprire il passato
sapore.
La
scelta di alimenti e prodotti ancora “secondo tradizione” , ricette
scovate negli angoli più remoti di manoscritti dell’epoca
sono un patrimonio che non possiamo dissipare ed allora occorre
ricordare, riscoprire, far rivivere, proporre...
Questo è, ormai da tempo, l’impegno costante di Araldo, sicuro di
proporVi culture dimenticate, gusti autentici di una volta, piacevoli
occasioni di incontri conviviali.