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 Storia del Palazzo Reale di Caserta

Storia di S.Leucio 

Storia  di Casertavecchia

- Foto della Giostra Medievale   

Cucina è Amore

Avete letto bene, Cucina è Amore,

Amore per se stessi, Amore per il coniuge, Amore per i figli ecc.

Oggi la nostra Società impone dei ritmi serrati, studio, lavoro, famiglia, amici , si corre, si corre e poi… abbiamo spesso un senso di frustrazione, quasi di condanna a fare, a vestire, a parlare, a muoverci come fanno in tanti, forse senza accorgerci che così facendo siamo spersonalizzati, non abbiamo una nostra posizione, non riusciamo a fermarci e poi…e poi un senso di delusione, non appagamento delle cose che si sono costruite, senso di stanchezza, allontanamento dalla vita vissuta, legami fragili che spesso si spezzano senza un perché. Mancanza di un collante, di un qualcosa che nel tempo si è perso , difficoltà a riannodare i fili, scarsa voglia di farlo, cambiare, rinnovare esile surrogato di vita, non è che cambiando il mondo che ci circonda, marito/moglie, lavoro, amici possa cambiare qualcosa . Anzi può solo essere una sommatoria di errori, una fiamma che è destinata a spegnersi con i primi ostacoli o ricordi di quello che si è vissuti prima e sono ridondanti dopo.

Se è vero come è vero che la Storia passata deve in qualcosa essere di monito per non sbagliare in futuro, ben venga lo studio del passato, fatto con curiosità, voglia di apprendere.

Oggi più che mai, abbiamo bisogno di riprendere le redini della nostra vita, dei nostri affetti, dei nostri hobby, coltivare quello che abbiamo, riservando uno spazio a fare delle cose che possono piacere agli altri e far sentire in questo modo con un linguaggio non verbale la nostra vicinanza, la nostra presenza anche se si è presi da mille altre cose.

Non sto parlando del mondo affettivo che è un qualcosa di intimo, frutto di affinità che non seguono nessuna logica se non quella del cuore o dell’aspetto esteriore o dell’apparenza o della sostanza, non è il mio campo e quindi non entro in merito lasciando ad ognuno di sbagliare o di aver fortuna.

Quale dei nostri aspetti secondo voi può rispondere nel modo migliore per far conoscere agli altri che li vogliamo bene se non facendo qualcosa per loro come cucinare. Si cucinare, oggi si sta perdendo il gusto di cucinare, i giovani sono attratti dal mordi e fuggi, non si soffermano a pensare a cosa introducono nello stomaco, siamo passati all’era della non cucina solo perché e tempo perso e fonte di ulteriore lavoro.

Tempo perso, non è così.

Uno studioso come Massimo Montanari afferma: …l’uomo mangia quel che è…, oggi che mangiamo, cosa inseriamo nello stomaco se non cibi pronti all’uso, congelati, surgelati, frutto di una tecnologia all’avanguardia che ci toglie quella scocciatura di preparare, di assaggiare, di gustare e poi…il ricordo di quella o di quell’altra pietanza che in quella occasione abbiamo gustato. Chi di noi non ricorda un pietanza che la nonna o la mamma preparava per la domenica o in un occasione particolare.

Oggi cosa dovrebbero ricordare i nostri figli, come si accende un congelatore, come si prepara una scodella in alluminio e si riscalda in un forno a microonde.

Allora più di mille anni fa, il cibo era tutto, era scarso e serviva per curare il corpo oltre allo scopo di sostenere le persone. Quello che era presente in natura, veniva utilizzato in tanti modi e secondo il credo di allora il nostro corpo era dominato da fluidi che variavano la loro consistenza a seconda delle persone. Era una credenza che si basava sull’equilibrio di questi fluidi, equilibri che potevano squilibrarsi nel momento che si eccedeva in alcune sostanze che si ingerivano o venivano a mancare l’equilibrio nel momento che non erano presenti delle sostanze nella dieta alimentare.

araldo

 

 

 

 

Giugno 2009 

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Medioevo a tavola a... casa Vostra

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Filastrocca Medievale di araldo

Il Medioevo lo san tutti

tanti avvenimenti brutti

ma tra dame e cavalieri

si vivevano i piaceri

della Mensa e del buon bere

con lo scalco ed il coppiere.

 

Ma il viandante e il pellegrino

non godevan del buon vino

e con le sacche sulle spalle

un giaciglio nelle stalle

si nutrivan di fortuna

grazie a Madre Natura

 

Finchè un giorno stanco e lento

giunse fino ad un Convento

accolto orsù dai buoni frati

che curavan gli affamati:

papi, principi, re e abitanti

dei paesi circostanti

 

Sulla tavola imbandita

ogni pietanza era servita

cotta con semplicità

condita di generosità

riusciva anche a mandar via

fame, morte e carestia

 

E ormai ben rifocillato

Il pellegrino se ne è andato

e per strada raccontava

I segreti che imparava

nelle Mense di quei frati

che li avevano ospitati

 

E così canto l’Araldo

di come un piatto caldo

proveniente da quei tempi

possa far tutti contenti

e se viene l’appetito

per un pasto ben servito…

…visitato il nostro sito !

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Angoli Medievali e Storici

Grande importanza aveva nel Medioevo l'essiccazione dei cibi. Era questo l'unico modo per conservare a lungo cibi altrimenti deperibili in breve tempo (il frigorifero sarà inventato molti secoli dopo), e garantire, cosa altrettanto importante, una discreta disponibilità di viveri durante tutto l'arco dell'anno, in particolare nei mesi di magra, cioè quelli invernali. Le spezie avevano anche la funzione di antisettici e conservanti naturali e venivano dunque usate durante...

Araldo organizza:

“Matrimonio nel Medioevo”

 “La rievocazione del Matrimonio

 nel Basso e nell'Alto Medioevo”.

"Fin dall’antichità il rito del matrimonio è stato considerato una componente fondamentale del vivere sociale e per questo motivo veniva riservata tanta cura alla preparazione di tutto ciò  che sarebbe servito a sostenere la nascita di una nuova famiglia, considerata importante per consolidare  il tessuto sociale della comunità e garantirne la sua crescita. Oggi purtroppo il matrimonio ha perso un pò del suo valore simbolico e tende più a somigliare ad una rappresentazione teatrale dove ogni attore ha il suo ruolo ben preciso, dove lo scenografo dà il meglio di sé e tutto appare meraviglioso ed irreale. Il vero significato del matrimonio è l’unione di corpo e anima  tra due persone che hanno  in comune un progetto di vita, consapevoli delle difficoltà che incontreranno e pronti a sostenersi a vicenda quando il carico di responsabilità sarà pesante, per l’una e per l’altro. Ci si sposa anche molto meno che in passato, forse perché si preferisce convivere o perché convolare a nozze costa veramente troppo. I tempi cambiano ma il fascino del passato ha catturato la nostra attenzione e ci è piaciuto tanto sbirciare in esso e scoprire usi e tradizioni che stanno lentamente scomparendo, legati al giorno del matrimonio ma anche ai preparativi del rito e della festa che coinvolgevano intere famiglie per giorni e giorni.

Un giorno pieno di gioia e di … fiori

L’usanza di  ornare la sposa con i fiori è antichissima e nasce nel mondo arabo. Qui la donna che doveva sposarsi veniva ornata, il giorno delle nozze, con i fiori d’arancio, bianchi e delicati, simbolo di fertilità. L’usanza è nata come augurio, o meglio come auspicio, per la sposa, di avere una prole numerosa. In Italia questa tradizione giunse fra il VII e IX secolo, durante l’invasione della Sicilia da parte dei Mori."

 

Confido molto nel Vostro aiuto, tramite il passaparola, per far conoscere questo evento.

Chi dovesse decidere di partecipare al Convivio, si prepari a venire in costume (gli uomini in calzamaglia di vario colore con camicia bianca e le donne in abito di vario colore in stile medievale).

Le due figure principali (gli sposi) saranno scelti fra chi si candiderà tramite facebook collegandosi alla mia pagina su – araldo gennaro - .

Il tempo non torna indietro… ma se ne può riscoprire il passato sapore.

 La scelta di alimenti  e prodotti ancora “secondo tradizione” , ricette scovate negli angoli più  remoti di manoscritti dell’epoca
sono un patrimonio che non  possiamo dissipare ed allora occorre ricordare,  riscoprire, far rivivere, proporre...

Questo è, ormai da tempo, l’impegno costante di  Araldo, sicuro di proporVi  culture dimenticate, gusti autentici di una volta, piacevoli occasioni di incontri conviviali.

                        

 

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